ravioli ortica e ricotta

Ravioli ortica e ricotta, insolita bontà!

Vi chiederete perché usare le ortiche invece dei soliti spinaci…
le ortiche sono erbe selvatiche ricche di energia che tradotto vuol dire, ricche di vitamina C, acido folico e ferro e hanno un sapore migliore degli spinaci.
Ravioli ortica e ricotta sono buonissimi e fanno bene!

DIFFICOLTA’  media  PORZIONI  circa 80 ravioli, per 4 persone
VEGETARIANO     si
LATTICINI              si
GLUTINE                si

Fare i ravioli ortica e ricotta è un lavoro impegnativo e richiede molta attenzione,
perché la pasta tende ad appiccicarsi o a seccarsi e i ravioli possono rompersi durante la cottura.
Ma grazie alla mia ricetta,  vi svelerò tutti i segreti e riusciremo a raggiungere un ottimo risultato che ci ripagherà del tempo che abbiamo dedicato.

 

Ingredienti ravioli di ortica e ricotta

200 g di farina di semola rimacinata di grano duro (in fondo al post troverete maggiori spiegazioni) + eventualmente altra
2 uova
circa 180 g di ortica fresca o spinaci freschi
150 g ricotta vaccina
1 albume
50 g formaggio grana + altro per condire
25 g pan grattato

noce moscata
burro
salvia

Prepariamo la sfoglia per i ravioli

1) Disponiamo la farina a fontana, cioè un anello con un buco vuoto al centro.
Rompiamo due uova e battiamole con pochissimo sale.
ATTENZIONE Il sale attira l’umidità e rischia di far risultare la pasta troppo molle.
2) Inglobiamo con una forchetta poco per volta la farina interna e portiamola verso le uova, un po’ sbattiamo le uova e un po’ inglobiamo sino a ottenere una pastella molliccia ma non liquida.
3) A questo punto lavoriamo con le mani e impastiamo per circa 10 minuti o finché l’impasto risulti vellutato ed elastico.


ATTENZIONE Ogni farina assorbe i liquidi in modo diverso e la grandezza delle uova, varia, quindi se ci troviamo un impasto duro che non riesce ad inglobare tutta la farina, non cadiamo nell’errore di aggiungere dell’acqua per ammorbidire l’impasto.
Il motivo è molto semplice, deve risultare tenace e non molliccio.
Lavorando con pazienza si riassorbirà tutta la farina oppure…ma solo dopo aver maneggiato la pasta, aggiungiamo qualche goccia d’acqua.

4) Copriamo la pasta con una pellicola e lasciamola in frigorifero per 30 minuti.

Prepariamo il ripieno dei ravioli con ortica e ricotta

1) Raccogliamo 180 g di ortica lontano da fonti inquinanti come una strada.
Le ortiche si trovano un po’ ovunque e sono un bel regalo della natura ma attenzione sono urticanti e per raccogliere ci vogliono dei guanti, una forbice e un sacchetto dove riporle.
2) Cogliamo le cime e le foglie appena sotto l’apice che sono più tenere.
3) Laviamo le foglie in un ampio contenitore, con acqua tiepida e del bicarbonato e lasciamole in ammollo.
Cambiamo l’acqua  5/ 6 e ripetiamo il lavaggio come sopra.
4) Le ortiche bagnate perdono la capacità di pizzicare. Facciamole bollire in abbondante acqua salata per 5 minuti, dopodiché scoliamole, strizziamole molto bene e teniamole da parte.
Possiamo prepararle anche il giorno prima.

ortiche per i ravioli

 

Proseguiamo a preparare il ripieno dei ravioli ortica e ricotta

1) Mettiamo in una bacinella un albume e sbattiamolo con un pizzico di sale.
ATTENZIONE L’albume ci aiuta a tenere insieme il ripieno e a non farlo scappare via durante la cottura.

2) Aggiungiamo la ricotta e il pan grattato che serve per rendere l’impasto asciutto e assorbire una parte di umidità.
Uniamo il formaggio grana, la noce moscata ed infine l’ortica sminuzzata a coltello.
Aggiustiamo di sale, amalgamiamo molto bene e teniamo da parte.

 

Se vi piace fare la pasta fatta in casa vi consiglio la mia ricetta dei maccheroni al ferretto clicca qui

Facciamo i ravioli ortica e ricotta

 

1) Togliamo la pasta dal frigorifero, tagliamo un pezzo e il resto teniamolo sempre con la pellicola perché si seccherebbe compromettendo la riuscita dei ravioli.

2) Passiamo la pasta alla macchinetta con i rulli al numero 1,  passiamo al numero 2 e così via sino al numero 5 per ottenere una sfoglia sottile.
ATTENZIONE La pasta dovrebbe essere umida al punto giusto, NON DOBBIAMO INFARINARE IL PIANO DI LAVORO perché la seccherebbe. Oppure se la sfoglia tende ad appiccicarsi al piano di lavoro, infariniamo quest’ultimo, appoggiamo la sfoglia ma non infariniamo la parte superiore della sfoglia che per appiccicarsi all’altra sfoglia che la coprirà deve essere umida e non secca di farina.

3) Con il ripieno formiamo delle palline della grandezza di una nocciola.
4) Con un copa pasta del diametro di 6 cm, ritagliamo dei cerchi uno vicino all’altro.
Nel centro del cerchio inseriamo la pallina di ripieno, ripieghiamo a mezza luna e schiacciamo con le dita, sigilliamo con i rebbi di una forchetta.

segreto per una cottura perfetta

Importante per non far rompere i ravioli

ATTENZIONE Per non far rompere i ravioli man mano che saranno pronti, immergiamoli in acqua bollente salata per 10 secondi e subito dopo scoliamoli e mettiamoli ad asciugare distanti uno dall’altro sopra un canovaccio.

1) Continuiamo a tirare la sfoglia con la macchinetta della pasta e procediamo come sopra.
Se però ad un certo punto i cerchi ottenuti faranno fatica ad appiccicarsi, inumidiamo con un dito bagnato solo il bordo e proseguiamo con schiacciare con le dita e a sigillare con la forchetta.

Cottura dei ravioli ortica e ricotta

 I ravioli che abbiamo sbollentato e fatto asciugare non si appiccicheranno.
Possiamo decidere di cuocerli immediatamente oppure possiamo surgelarli distanziati su un vassoio e una volta induriti, metterli in un sacchetto per alimenti.
Quando vorremmo gustare questi deliziosi ravioli ortica e ricotta non dovremmo altro che tuffarli da congelati nell’acqua bollente salata.

1) Mentre i ravioli stanno cuocendo, sciogliamo in una padella del burro con qualche fogliolina di salvia.
2) Scoliamo i ravioli e facciamoli saltare nella padella, se dovessero risultare troppo asciutti, aggiungiamo un mestolino di acqua calda.
3) Aggiungiamo poco formaggio grana e serviamo caldissimi.

Il vino che vi consiglio con i ravioli ortica e ricotta: un vino bianco di fascino e finezza della cantina Santa Margherita, Alto Adige Pinot Grigio Doc clicca qui 

 

ravioli
ravioli

QUALE FARINA PER I RAVIOLI O LA SFOGLIA IN GENERALE

Le farine  adatte per la pasta fresca sono la farina 00 di grano tenero e la farina di semola di grano duro.
Si può utilizzare una o l’altra oppure mischiate assieme.
Per la sfoglia Bolognese si utilizza la farina di 00 ma è insidiosa e non adatta agli inesperti perché tende ad assorbire molta umidità.
Per la pasta ripiena sicuramente è meglio una farina resistente come quella di grano duro che contiene l’umidità del ripieno.


 

FRASE DI INCORAGGIAMENTO

Più ancora che l’ingratitudine, l’atteggiamento con il segno diametralmente opposto alla gratitudine è la lamentela. Non riuscire a cogliere alcun elemento positivo da una situazione apparentemente difficile, non apprezzare chi ci circonda, non riuscire a trarre insegnamento dalle relazioni che ci fanno soffrire, in una parola lamentarsi, fa uscire dall’ambito della fede, dal circolo virtuoso appena descritto. Se la gratitudine è l’espressione della fede e pone una causa positiva nella nostra vita, la lamentela è una forma di offesa alla vita, con tutto ciò che ne consegue.

Essere grati, cioè manifestare comunque gratitudine, è un esercizio di fede: non dipende da ciò che ci succede, per cui sono grato solo se mi capita qualcosa di buono o di piacevole. Posso essere grato a qualcuno che mi fa arrabbiare, perché ad esempio mi mostra quanto è ancora instabile il mio carattere, o a chi mi fa soffrire, perché mi indica il karma che devo cambiare. Posso essere grato a quel problema che mi è capitato perché mi ha permesso di tirar fuori nuove capacità, oppure perché mi ha fatto praticare con maggiore forza. Essere grati talvolta viene naturale, ma più spesso è un impegno, una disciplina, più che un dono di natura.

«Guardare gli eventi e le situazioni in una luce positiva è importante. La forza, la saggezza e la gioia che accompagnano un simile atteggiamento portano alla felicità. Guardare le cose con ottimismo o benevolenza non significa essere stupidamente ingenui e permettere agli altri di approfittare della nostra buona disposizione d’animo. Significa avere la saggezza e l’intuizione di muovere le cose in una direzione positiva, considerandone l’aspetto migliore pur rimanendo concentrati sulla realtà». (D. Ikeda, Giorno per giorno, 27 gennaio)

 

Tratto da “Buddismo e società” n° 120 Gennaio 2007

 

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